Allestire la scena : Eppinger a Trieste !

Mamme che si rilassano degustando un tè mentre i loro bambini giocano divertiti, due amiche in vena di confidenze, una nonna che compra dolcetti per i nipotini, una coppia innamorata che desidera intimità, un gruppo di colleghi di lavoro che si rilassa alla fine della giornata, un manager in pausa pranzo … ed un luogo – magico - che riesce a far convivere tutte queste persone, queste esigenze ed esperienze!

Un luogo dove gli arredi hanno un sapore antico ed elegante ma accogliente; un luogo dove le pareti sono un catalogo di materiali e suggestioni diverse ma coerenti; un luogo dove poltrone, tavoli, tavolini permettono di inventarsi ogni volta un nido diverso; un luogo dove sostare in momenti differenti della giornata e farsi stupire dall’offerta di dolci, salati e bevande. E poi lui: il grande tavolone bianco che occupa la scena al piano superiore arredato con sedie vintage; metafora dell’importanza della tavola come luogo centrale nella cultura familiare italiana e non solo ( di tutte le culture contadine ) : un luogo dove fermarsi, ritrovarsi, condividere dove la prossemica rimane una fredda scienza e le distanze si annullano per socializzare e accogliere l’altro.

Vi abbiamo appena descritto Eppinger, storica ( l’inizio attività è datato 1848 ! ) pasticceria triestina riportata agli antichi splendori dai soci Sebastiano e Fabio che hanno innovato il concetto tradizionale di vendita e consumo di prodotti artigianali proponendo un’offerta ricca di eventi, degustazioni, momenti di convivialità. Un ambiente che grazie ad un prezioso mix di arredi, materiali, luci e colori coinvolge il consumatore trascinandolo in un’esperienza che coinvolge tutti i sensi.Già perché anche il profumo inebriante, la musica che avvolge contribuiscono a creare e a completare la scena. Lo spazio – bianco, rosso, grigio e poi legno sbiancato, mattoni bianchi, pietra a vista e vetro; il banco pasticceria interamente rivestito in marmo di carrara e il banco bar rivestito interamente in pral con facciata in acciaio specchiato che risalta sul mobile antico di legno scuro  - diventa un elemento evocativo capace di offrire emozioni ridisegnando, ripensando una tradizione attraverso la memoria di cibi antichi e sempre attualissimi ed un suggestivo insieme di arredi e decori che garantiscono una forte identità di immagine al locale scelto da tantissimi triestini e non per i loro momenti di evasione. Una nota di merito ulteriore è rappresentata dalla felicità e facilità con cui i gestori accolgono le famiglie. Uno spazio bambini raccolto e protetto attrezzato con alcuni giochi è disponibile al piano superiore. Grazie alle pareti parzialmente vetrate è possibile vedere sempre i pargoli che giocano e si divertono mentre i genitori si rilassano degustando prelibatezze.

Foto: Giacomo Marsi 

L'articolo è uscito su QB _ gusto e buongusto nell'euroregione, novembre 2012 

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