La scuola che vorrei: i bambini diventano architetti!

Un laboratorio e una mostra - a cura di Abitare e dintorni - raccontano gli spazi scolastici dal punto di vista dei bambini.

Mercoledi 5 giugno alla presenza dell’assessore alla mobilità e all’ambiente Enrico Pizza è stata inaugurata presso la Scuola primaria G. Pascoli e Toppo-Wasserman  la mostra LA SCUOLA CHE VORREI , risultato finale di un laboratorio di architettura partecipata durato tutto l’anno scolastico ed ideato e curato dal nostro studio.

L’occasione della prossima ristrutturazione ci ha portato a proporre alla scuola e quindi al Comune di Udine una riflessione sul tema dell’ abitare gli spazi scolastici’. Il tema della progettazione degli ambienti educativi spesso disattende prerogative estetiche e sociali a vantaggio di una risposta funzionale ed economica dello spazio costruito. L’architettura di qualità, capace di donare un’emozione, di insegnare agli allievi ad abitare bene i propri spazi è vista invece troppo spesso come un aspetto superfluo.

Una città sana invece non può prescindere da scuole sane ovvero spazi dove creare ambienti sensibili e reattivi alle necessità e alle richieste dei bambini; necessità e richieste che sono cambiate nel tempo e che la scuola come ambiente fisico non solo non ha incoraggiato ma ha contrastato.

L’obiettivo del laboratorio e delle mamme è stato quello di fare in modo che i bambini fossero i protagonisti dei loro luoghi, attraverso una maggiore consapevolezza dell’abitare all’interno della scuola proponendo un progetto di architettura partecipata per costruire insieme ai veri protagonisti gli spazi scolastici, luoghi di sviluppo e di valorizzazione delle loro potenzialità.

In questi mesi, guidati da noi e dalle maestre, i bambini hanno riletto lo spazio attuale secondo la loro percezione, accolto e rappresentato i loro suggerimenti, immaginato uno spazio nuovo per rispondere alle cambiate esigenze di formazione, relazione e socialità. Il tutto rispettando la sicurezza degli ambienti, basandosi sui bisogni reali della struttura Pascoli – Toppo e intervenendo guidate da precisi criteri di progettazione appositamente elaborati per ambienti educativi.

Il laboratorio ha coinvolto 245 alunni dei due plessi a partire dal mese di novembre 2012  e si è concluso con l’inaugurazione di mercoledi 5 giugno. . Al laboratorio tutti i bambini hanno partecipato attivamente, con curiosità e desiderio di dire la propria opinione. Ogni bambino ha saputo giocare con la propria fantasia e creatività e, contemporaneamente, ha saputo essere reale e concreto nelle sue affermazioni. Ciascuna scelta ha avuto una motivazione, ciascun progetto è stato ben definito, ciascuna idea facilmente ha generato delle possibilità di sviluppo.

I disegni dei bambini sono pieni di significati di svariato tipo, perché lo spazio che è stato loro proposto di osservare e rielaborare si è rivelato un elemento evocativo forte capace di regalare e svelare emozioni, suggestioni e suggerimenti.

Suggerimenti che potrebbero essere il punto di partenza per una percorso di costruzione dei propri spazi scolastici davvero partecipativo ed inclusivo. 

Una riflessione sui luoghi abitati dai bambini

 

L’abitare un luogo bello e curato viene percepito dalla pedagogia come condizione di benessere fisico e psicologico perciò come un diritto delle persone in generale e ancora più dei bambini, di tutti i bambini.

La cura nel pensare e progettare gli ambienti e quella che si ha nell’abitarli deriva e corrisponde all’immagine di bambino che è alla base della filosofia educativa alla quale si fa riferimento, ed occorre valutare quanto, nella quotidianità, un ambiente permetta o vieti, quanto possa sollecitare o censurare, quanto educhi gli sguardi, le esplorazioni, le sensibilità. Lo spazio, gli arredi, non devono essere semplicemente sfondo ma importanti protagonisti: organizzare uno spazio significa organizzare una metafora della conoscenza, della nostra immagine, di come si conosce e si apprende.

Avevamo in mente queste parole tratte liberamente da una pubblicazione di Reggio Children, centro di eccellenza per gli studi sull’infanzia, quando siamo andate qualche giorno fa a visitare una scuola primaria della nostra città – Udine – recentemente ristrutturata. Purtroppo si e’ rivelata una visita demoralizzante! La scuola – certamente dotata di tutti i comfort e attenta alle normative piu’ recenti – assomigliava tanto ad un triste ospedale.

Colori deprimenti ( giallino, verdino, azzurrino…), materiali freddi, arredi seriali e senza personalità. Aule indifferenziate, luci respingenti ; tetti verdi che però i bambini non potranno calpestare né coltivare; tecnologie moderne ma una sensazione di mancanza di calore, di senso dell’accoglienza… in sintesi un’assenza di felicità nell’attraversare quegli spazi.

La scuola oggi soffre di molti mali. Perdere le occasioni per dare un valore aggiunto di creatività e sperimentazione nelle nuove scuole è un’occasione persa.
La scuola va oggi costruita in maniera diversa perché i suoi luoghi odierni non possono contenere l’innovazione. Si impone una progettazione nuova, con capacità di fruizione diversa e spazi differenti.

Perché una scuola che disattende un prerogativa funzionale ed estetica non può pretendere di insegnare agli allievi a vivere meglio. Avete mai visto un giocattolo bianco? Impossibile. Non ci sono giocattoli bianchi. Ma da noi si fanno scuole bianche, asettiche, fredde, distanti.

La luce che accompagna, il colore che evidenzia, gli spazi che ci fanno pensare … tutto questo viene trascurato, dimenticato da chi decide come deve essere una scuola.

Perché oggi alla costruzione scolastica si chiede semplicemente una risposta economica e l’architettura di qualità, capace di donare un’emozione, è vista come un aspetto superfluo? Insegnare la consapevolezza dell’abitare all’interno della scuola è un argomento tabù e sembra che si faccia di tutto per impedire che i bambini siano i protagonisti dei loro luoghi.

Ogni tentativo sembra essere lasciato a chi, in maniera gratuita e animato solo dal desiderio di generare consapevolezza su questi aspetti, si impegna per far capire che esistono altre possibilità, soluzioni, modi di vivere gli spazi abitati dai nostri figli per così tante ore al giorno. Da parte nostra abbiamo ideato un laboratorio di architettura partecipata, significativamente ribattezzato LA SCUOLA CHE VORREI ( attivo al momento in due scuole primarie della città di Udine ) per rileggere lo spazio attuale secondo la percezione dei bambini, accogliere e rappresentare i suggerimenti degli alunni e maestri, immaginare uno spazio nuovo che risponda alle cambiate esigenze di formazione, relazione e socialità.

L’obiettivo è quello di stimolare e promuovere idee, suggerimenti, pensieri per migliorare la vita scolastica , per diversificare i luoghi a seconda delle diverse attività, per aumentare il sentimento di familiarità ed appartenenza alla comunità di persone che si incontrano ogni giorno nei locali scolastici.

Il tutto rispettando la sicurezza degli ambienti, basandosi sui bisogni reali della struttura e intervenendo guidati da precisi criteri di progettazione appositamente elaborati per ambienti educativi.

L'articolo è stato pubblicato a gennaio sul portale www.misurafamiglia.it

I have a dream...

 

Architettura + Comunicazione = Scuola Primaria Statale e Secondaria di Primo Grado  Martin Luther King a Maiolati Spontini (Ancona).

E’ una scuola per cui (finalmente!) è stato fatto un concorso di architettura nel 2006, vinto dall’architetto Petrini, voluta dalla comunità e finanziata con i soldi ricavati dallo stoccaggio di rifiuti dirottati nella discarica presente nel territorio comunale dai paesi vicini. Invece di utilizzare i soldi per abbassare o annullare le tasse il sindaco ha deciso che i proventi venissero investiti nella scuola perché essa rappresenta il vero futuro per la comunità. Un polo scolastico che interessa un’area di circa 21.000 mq in cui trovano posto una scuola primaria (già costruita, per 361 bambini divisi in 15 classi) e una scuola secondaria di primo grado (in procinto di essere realizzata a partire da gennaio), entrambe dimensionate per 4 sezioni, con laboratori, spazi comuni, auditorium, mensa con cucina, biblioteca (ricavata da una vecchia fornace), palestra, locali di deposito e spazi per la relazione, per un totale di 8600 mq lordi. Il progetto dialoga con il paesaggio collinare, naturale e artificiale, cerca di sfumare il tessuto edilizio verso la collina e di salvaguardare la tipologia del paesaggio agrario circostante. Gli spazi didattici occupano i corpi in elevazione mentre servizi e ambienti polifunzionali sono stati collocati nel basamento ipogeo; gli spazi esterni si articolano e dialogano con i corpi degli edifici attraversi corti trattate a prato o semipavimentate e una più grande corte aperta verde che ha la funzione di piazza.

Scelte tecnologiche e sostenibilità.

Si è voluto realizzare un edificio ad elevata efficienza energetica, basso impatto ambientale, facilità di gestione ed utilizzo di risorse naturali gratuite attraverso l’utilizzo di tecnologie costruttive ed impiantistiche _ pareti esterne in fibra di legno per garantire isolamento termico, schermature in alluminio regolabili per il flusso luminoso, tetti verdi per evitare surriscaldamento, riscaldamento radiante al soffitto a bassa temperatura, impianto fotovoltaico del tipo vetro-vetro per produrre energia elettrica _ che consentono di ottenere considerevoli risparmi in termini di combustibile impiegato e di emissioni inquinanti evitate e di mantenere elevati livelli di comfort ambientale interno. Cura e attenzione ai materiali anche per le finiture interne con l’obiettivo particolare di mantenere buoni i livelli di isolamento acustico; pareti tinteggiate con pitture ecologiche al latte cromaticamente caratterizzate in funzione delle destinazioni degli spazi. Grande rilievo è stato dato al progetto di comunicazione visiva elaborato dallo studio ma:design di Pesaro (hanno curato tra l’altro la comunicazione visiva per il museo Maxxi di Roma): pareti, corridoi e porte  sono stati utilizzati per veicolare messaggi importanti per riaffermare il diritto dei bambini a vivere in un ambiente stimolante e accogliente.

Il linguaggio utilizzato è ludico e sicuramente contemporaneo, diretto e serve per comunicare argomenti quali integrazione, ambiente, rispetto degli altri, alimentazione. I percorsi che accompagnano i bambini sono fatti di fotografie, illustrazioni, fumetti e colori, modi di dire, parole in italiano, tedesco, spagnolo e inglese….si impara così a leggere e a contare, a conoscere quello che mangiamo, a rispettare la natura ad approfondire la geografia. In mensa è stato sviluppato il tema del cibo legato alle stagioni con un linguaggio grafico che esalta la convivialità, gli aspetti sociali del mangiare, i contrasti del palato attraverso proverbi, aneddoti e immagini. Il corridoio che porta alle aule del piano terra e dei laboratori veicola il concetto della geografia amica…illustrazioni ironiche, bandiere, animali…l’idea del bambino detective che va in giro per il mondo. Il tema della città prosegue anche al primo piano ampliandosi e trasformandosi nel tema del parco_natura, natura come eco-sostenibilità e rispetto del verde. Su entrambi i piani due pareti sono a diposizione dei bambini per scrivere o attaccare disegni, messaggi, sogni…I have a dream  disse Martin Luther King in un suo famoso discorso…LA SCUOLA CHE VORREI e IL MONDO CHE VORREI i nomi assegnati alle pareti a disposizione dei bambini. È stato anche pensato un sistema identificativo per ritrovare il proprio cappotto…lettere, numeri, simboli…; su di una foglia o un fiore caduto potrebbero ricomparire sciarpe, guanti o cappelli smarriti. Grandi fotografie ironiche raffiguranti sapone e carta igienica non faranno sbagliare ai bimbi la strada dei bagni, così come enormi timbri individuano l’ubicazione degli uffici e della segreteria.

Gli interventi grafici nella scuola secondaria, i cui lavori inizieranno a gennaio, considerata l’età degli adolescenti che la vivranno, si ispireranno alla musica, ai social network e ai nuovi linguaggi, formati oversize e gamme cromatiche vivaci.

 

Ad scuola: Quando lo spazio insegna

L’apprendimento è parte fondamentale della vita di ognuno di noi e rappresenta un’esperienza pervasiva poiché si può imparare in qualsiasi luogo ed in qualsiasi momento: mentre si lavora e si gioca, durante una semplice conversazione anche solo osservando l’ambiente intenti a passeggiare.

Esiste tuttavia un luogo consacrato per eccellenza all’apprendimento, la scuola, le cui caratteristiche fisico-spaziali possono indubbiamente svolgere un ruolo importante, se non addirittura fondamentale, nell’influenzare la futura evoluzione psichica e comportamentale dei bambini.

Illuminazione, organizzazione dello spazio, materiali e colori si ritrovano ad essere componenti imprescindibili nella progettazione dei luoghi  preposti all’apprendimento e alla concentrazione.

Un esempio interessante cha ha saputo far interagire architettura, design e pedagogia ludica è la scuola di recente costruzione (inaugurata nel gennaio 2011) realizzata a Predoi dallo studio di architettura Stifter+Bachmann,: un progetto che è riuscito  a dar forma in maniera magistrale agli spazi deputati ad accogliere e stimolare l’intelletto dei bambini.

Un edificio risalente agli anni 70, ritenuto dall’Amministrazione oramai obsoleto, non più in grado di corrispondere alle esigenze di una scuola moderna, viene demolito e sostituito da uno nuovo che ospita all’interno dei due piani fuori terra la scuola materna, la biblioteca comunale e la mensa dell’adiacente scuola elementare.

Il complesso ubicato nel centro del paese montano, in vicinanza della scuola elementare e della piazza principale, interagisce alla perfezione con il contesto ambientale e architettonico circostante caratterizzato da costruzioni residenziali sia attraverso la configurazione del volume stesso sia per la scelta dei materiali impiegati per la sua realizzazione.

Soleggiamento ed illuminazione naturale sono stati gli elementi principi che hanno fatto da guida alla progettazione. La ricerca di qualità e sensibilità sia per gli spazi esterni che per quelli coperti e la cercata relazione visiva con le preesistenze hanno invece determinato la forma irregolare della planimetria e della facciata monolitica contrassegnata da intagli nella volumetria.

Prendono posto al piano terra oltre alla zona d’ingresso multifunzionale, che si presta ad ospitare attività culturali quali conferenze, laboratori e letture ma anche a diventare mensa per l’adiacente scuola elementare, la biblioteca comunale e la mensa. Gli ambienti del piano superiore sono destinati esclusivamente alla scuola materna e si raggiungono salendo una scala ad unica rampa che offre traguardi visivi inaspettati attraverso le aperture nelle pareti.

Lo spazio della scuola materna è pensato come un unico ambiente costituito da vani aperti, trasparenti e realizzati in maniera fluida, con doppie altezze che permettono la relazione visiva tra i livelli, lasciato volutamente vuoto in modo che i bambini possano trovare in autonomia un modo per relazionarsi all’ambiente e giocare liberamente. L’illuminazione naturale è qui vissuta come stimolo alla fantasia: si passa infatti da ambienti ampi ad esclusiva illuminazione naturale ad ambienti più intimi con luci puntuali.

I colori neutri e caldi dei materiali impiegati , intonaco bianco per le pareti e legno chiaro per le superfici dei pavimenti e degli arredi rappresentano la base ideale a cui accostare i colori dei tappeti, dei giochi e dei libri.

Il tetto a due falde con il suo intradosso in legno fa da copertura ad una serie di piccoli spazi sospesi sotto lo stesso dove poter giocare, leggere e rintanarsi; le finestre dal basso parapetto sembrano invitare i piccoli fruitori a sedersi per giocare.

L’ambiente ludico si completa esternamente nell’area dedicata al gioco all’aperto e alle esplorazioni sotto lo sguardo vigile delle facciate dell’edificio in cui sono disposte liberamente finestre in legno di diverse misure che fuoriescono leggermente dalla facciata intonacata a suggerire un gioco di pieni e di vuoti.

Copyright: Abitare e dintorni 

Pubblicato su www.misurafamiglia.it _ ottobre 2012

Foto: Lukas  Schaller

P.Iva: 02631420300 | via Marco Volpe, 12 - 33100 Udine | Tel: +39 0432 1744144 | info@abitareedintorni.it | Credits