Restyling Grosmi caffè: il colore della materia nel segno della continuità

 

 

Nel cuore di Udine il locale è frequentato soprattutto da una clientela tradizionale che andava rassicurata con un intervento elegante, chiaro, deciso ma non di stravolgimento. 

L’allestimento precedente - del 2000 – si presentava anonimo e costruito nel tempo con aggiunte stilistiche non coerenti tra loro: presentava infatti dei tagli compositivi non chiari, materiali poveri per il banco, nobilitato rivestito con carta melamminica  e molto vetro per le mensole.

La nostra idea progettuale è partita dall’osservazione dei proprietari,  Andrea e Stefano Benedetto, dalle loro modalità di gestione ed interpretazione del punto vendita.

Abbiamo immaginato colori maschili, materiali primari : pietra, ferro, legno e sfumature di verde per parlare sempre una lingua naturale piuttosto che un linguaggio artificiale.

La scelta è caduta su un piano in corian color verde salvia chiaro che dialoga con le mensole e le vetrine color verde bosco.

Il fronte del banco è rivestito in laminato effetto ferro che ritorna su parte delle mensole interne.

Il colore di fondo e del retro banco invece è sabbia, uno sfondo neutro ma presente che sostiene l’importanza degli accenti dei materiali precedenti.

Il ruolo del colore gioca qui per scelta un ruolo empatico. Raccoglie, chiude, rasserena fa si che la permanenza nel locale sia un momento rasserenante e rallentato anche in presenza di un gran numero di persone.

L’allestimento vuole favorire e sottolineare lo spettacolo della merce venduta nel punto vendita pur mantenendo una forte autenticità

L’approccio, però, doveva contemporaneamente essere orientato al consumatore, con un modo di ragionare che parte dalle esigenze e dai bisogni del cliente per poi costruire la proposta nella sua “cornice” di presentazione.


Alla base di tutto dunque un concept  dove mixare  l’idea commerciale e di comunicazione finalizzata a rendere unico e distinto il punto vendita.

Il quale non deve essere solo un luogo di merci, ma un veicolo di valori, emozioni, atmosfere, esperienze.

E comunque un luogo lontano dalla logica del ‘chiavi in mano’ che tanto affligge alcuni locali e che fa perdere autenticità ai locali.  

 

Laura & Michela, restyling Grosmi Caffè – 2014

Quando l’odore è un’emozione

 

Un luogo che più storico di così non si potrebbe; una piazza del 1300 che ha tanti nomi …Piazza delle Erbe, Piazza Matteotti, Piazza San Giacomo …ma sempre lei al cuore di Udine, il luogo del ritrovo, del passaggio, del gioco dei bambini … un palcoscenico sede di un rito quotidiano della vita dei cittadini udinesi. E nell’aria un odore unico che si respira solo in quel luogo. Già perché Il rapporto che si instaura tra uno spazio e l’odore è la risultante unica ed originale oltrechè complessa di vari stimoli: quello dei materiali che compongono lo spazio, degli arredi, della persistenza, della temporalità, della stagione…e quell’odore è una bolla di complicità tra le persone che li si muovono, trafficano, vivono – in poche parole - uno stesso territorio olfattivo. Perchè l’olfatto gioca un grande ruolo nella costruzione degli spazi che viviamo, è il veicolo delle emozioni a cui noi non siamo in grado di resistere, possiamo chiudere gli occhi ma non il naso. Ed il rito del caffè al bar è l’esperienza quotidiana che sintetizza al meglio questo vissuto; un’esperienza che caratterizza le strade e le piazze italiane in una maniera talmente peculiare e tipica che è diventata uno dei momenti fondamentali della socialità del nostro paese. ‘Ti offro un caffè?’, ‘Ci vediamo per un caffè?’ …il fare qualcosa con qualcuno, di solito condividere del nutrimento, è la ritualità per eccellenza, quella che prevede delle geometrie, delle posizioni dei corpi e degli oggetti, e – soprattutto - degli odori. In Piazza Matteotti, sotto i portici, si trova un piccolo gioiello: un bar- torrefazione della famosa e rinomata catena Grosmi di Sacile dove la qualità della tazzina è eccellente e la proposta di miscele affascinante. Già prima di entrare l’aroma del caffè è travolgente; è un profumo che ha l’ immediata capacità di diffondere nella coscienza un piacere puro. La costruzione olfattiva è così totale e pregnante nell’ambiente da essere quasi tangibile. E’ una sfida alla cultura occidentale storicamente concentrata sulla vista più che sugli altri sensi e che malvolentieri considera altre dimensioni che tuttavia sono fondamentali nell’esperienza dell’architettura, della progettazione, dell’abitare e del vivere uno spazio. Quando invece ci si ritrova qui ci si fa travolgere dal potere evocativo dell’olfatto, perché l’odore è veicolo di memoria e come tale ci si immerge nella dimensione profonda del ricordo che fa  emergere piacere e desiderio senza possibilità di esenzione dal coinvolgimento. Già perché questo senso - direttamente collegato alla zona libica del cervello dove vengono elaborate le emozioni - è un potente generatore di stati d’animo. Ecco perché dopo aver degustato un espresso, un macchiatone, una crema fredda al caffè ( semplicemente divina! ) o una cioccolata calda ci sentiamo rinfrancati, appagati e, senza timore di esagerare, felici! Al Grosmi gli odori straordinari del caffè, del cioccolato, dei dolci hanno un’enorme capacità attrattiva e seduttiva: ci prendono, ci abbracciano, ci ammaliano…grazie anche ad una messa in scena, ad un allestimento del locale impeccabile e irresistibile. Ovunque ti giri solo cose che invogliano, a cui non ci si può e non ci si vuole sottrarre…piccole coccole per gratificarsi. Da questo punto di vista il Grosmi è davvero un luogo dove i cardini della moderna comunicazione polisensoriale sono stati tutti ben elaborati! Odori, colori, packaging, servizio e una grande cultura dell’accoglienza sono tutti talmente bene armonizzati da garantire una sollecitazione dei sensi del consumatore per sedurlo ed aumentarne il benessere. Stefano e Andrea, sono i due fratelli che sono riusciti a trasformare un business di famiglia ( sono nipoti dell’imprenditore che ha concepito Grosmi ) in un laboratorio di  golosità che ci tentano durante tutta la giornata: caffè e cioccolato, miele e marmellate, ma anche biscotti, torte ed altre delizie locali e non, rigorosamente di altissima qualità. Un consorzio di pasticcerie tra Sacile, Premariacco e il Natisone collaborano per fornire il bar di ottimi dolci e pasticcini. Vengono proposti in vendita numerosi prodotti tipici dolciari italiani ( dal nocciolato piemontese al miele dell’Alto Adige con una grande attenzione e sensibilità alla stagionalità dell’offerta ) ma si guarda con curiosità anche alle eccellenze di tutto il mondo: marmellate,tè sono, infatti, della migliore tradizione inglese !

 

Grosmi Caffè S.n.c. Riquadro di Andrea e Stefano Benedetto

Piazza Matteotti 9, 33100 Udine

Tel. 0432 506411

Orari:

dal lun al sab 7.45-19.45

Dom 9.00-13.00 / 15.30-19.30

 

L'articolo è stato pubblicato su q.b. quantobasta FVG nel mese di dicembre 2012

Allestire la scena : Eppinger a Trieste !

Mamme che si rilassano degustando un tè mentre i loro bambini giocano divertiti, due amiche in vena di confidenze, una nonna che compra dolcetti per i nipotini, una coppia innamorata che desidera intimità, un gruppo di colleghi di lavoro che si rilassa alla fine della giornata, un manager in pausa pranzo … ed un luogo – magico - che riesce a far convivere tutte queste persone, queste esigenze ed esperienze!

Un luogo dove gli arredi hanno un sapore antico ed elegante ma accogliente; un luogo dove le pareti sono un catalogo di materiali e suggestioni diverse ma coerenti; un luogo dove poltrone, tavoli, tavolini permettono di inventarsi ogni volta un nido diverso; un luogo dove sostare in momenti differenti della giornata e farsi stupire dall’offerta di dolci, salati e bevande. E poi lui: il grande tavolone bianco che occupa la scena al piano superiore arredato con sedie vintage; metafora dell’importanza della tavola come luogo centrale nella cultura familiare italiana e non solo ( di tutte le culture contadine ) : un luogo dove fermarsi, ritrovarsi, condividere dove la prossemica rimane una fredda scienza e le distanze si annullano per socializzare e accogliere l’altro.

Vi abbiamo appena descritto Eppinger, storica ( l’inizio attività è datato 1848 ! ) pasticceria triestina riportata agli antichi splendori dai soci Sebastiano e Fabio che hanno innovato il concetto tradizionale di vendita e consumo di prodotti artigianali proponendo un’offerta ricca di eventi, degustazioni, momenti di convivialità. Un ambiente che grazie ad un prezioso mix di arredi, materiali, luci e colori coinvolge il consumatore trascinandolo in un’esperienza che coinvolge tutti i sensi.Già perché anche il profumo inebriante, la musica che avvolge contribuiscono a creare e a completare la scena. Lo spazio – bianco, rosso, grigio e poi legno sbiancato, mattoni bianchi, pietra a vista e vetro; il banco pasticceria interamente rivestito in marmo di carrara e il banco bar rivestito interamente in pral con facciata in acciaio specchiato che risalta sul mobile antico di legno scuro  - diventa un elemento evocativo capace di offrire emozioni ridisegnando, ripensando una tradizione attraverso la memoria di cibi antichi e sempre attualissimi ed un suggestivo insieme di arredi e decori che garantiscono una forte identità di immagine al locale scelto da tantissimi triestini e non per i loro momenti di evasione. Una nota di merito ulteriore è rappresentata dalla felicità e facilità con cui i gestori accolgono le famiglie. Uno spazio bambini raccolto e protetto attrezzato con alcuni giochi è disponibile al piano superiore. Grazie alle pareti parzialmente vetrate è possibile vedere sempre i pargoli che giocano e si divertono mentre i genitori si rilassano degustando prelibatezze.

Foto: Giacomo Marsi 

L'articolo è uscito su QB _ gusto e buongusto nell'euroregione, novembre 2012 

Ad Blog: Allestire la scena ovvero abitare bene i luoghi dell'incontro col cibo.

Il ristorante non è solo un luogo in cui si mangia.

E’ il posto che scegliamo per un incontro di lavoro, per un appuntamento romantico o per una serata di gala, per festeggiare un amico o per consolarci da una delusione con un’ottima mangiata.

Il cibo naturalmente gioca un ruolo essenziale, prioritario, unico ma se l'ambiente – o, meglio, lo spazio – non crea e non comunica la giusta atmosfera o la sceneggiatura ideale cioè coerente con le aspettative attese – conscie ed inconscie - gli ospiti molto probabilmente conserveranno  il ricordo di un’esperienza non troppo riuscita e in alcuni casi decideranno istintivamente di non tornare più nel locale.

Quando si parla di cibo infatti è bene ricordare che non si parla solo di un prodotto, ma di una vera e propria esperienza in cui il servizio, l'ambientazione diventano elementi che influenzano l'apprezzamento della cucina molto spesso al pari della qualità stessa del prodotto.

Perché si è disposti a pagare dieci volte tanto il suo normale prezzo una tazza di caffè bevuta al Caffè Florian di Venezia ? E’ quello il caffè in assoluto più buono del mondo o è il luogo che contribuisce a generare un’esperienza così unica e fantastica? Che cosa viene considerato di reale valore per il cliente in quell’esperienza: il caffè o la scenografia? Probabilmente grazie alla scenografia un buon caffè diventerà un caffè memorabile !

Senza ricorrere a palcoscenici così esclusivi, basta pensare alla nostra esperienza quotidiana … una tavola ben apparecchiata, una luce giusta, assenza di rumore…sono tutti requisiti minimi che desideriamo e che cerchiamo di creare anche quando ci apprestiamo a cenare a casa nostra.

Ancora di più dunque se la nostra serata si svolge in un ristorante la nostra aspettativa è quella di essere coinvolti dal luogo dove si metterà in scena l’incontro col cibo.

Un coinvolgimento autentico con l’esperienza del cibo stesso. Se scegliamo un agriturismo dove assaporare una cucina casalinga in compagnia di amici festosi ci aspettiamo ed anzi desideriamo trovare una trattoria piena zeppa di tavolini, seggiole in paglia, tovaglie bianche e rosse, quadri alle pareti con foto di famiglia e accettiamo anche che la distanza tra i commensali sia ravvicinata quando non amichevolmente promiscua. Questa esperienza produce in noi, nel nostro umore, nella nostra psiche sensazioni di calore, allegria, gioia …emozioni molto diverse rispetto a quelle che ci ricompensano dopo una cena in un ristorante arredato in stile minimal, pochi tavoli essenziali, materiali freddi, luci basse e ad effetto dove degustare piatti ricercati o sushi e sashimi. Quest’ultima sarà un’esperienza più intima, raccolta, dove confidarci con un amico o dove conquistare un amore….ed allora il layout del ristorante sarò perfetto per favorire questi nostri sentimenti.

E fin qui tutto bene … capita però spesso che nel locale zen il menù proponga i piatti della nonna e che nella trattoria di campagna ci sia l’offerta di pesce crudo.

Un leggero effetto straniante prende allora il consumatore che vive a sua insaputa il risultato e le conseguenze di un progetto frutto di uno sforzo di sorprendere che nasconde una mancanza di emozioni vere da comunicare e una mancanza di autenticità.

L’allestimento della scenografia deve essere frutto di un pensiero che tiene conto dell’esperienza corporea ed emotiva di chi vivrà per poche ore in quegli spazi.

Ciascuno di noi sa riconoscere la sensazione di benessere o di malessere che si prova in certi ambienti, una reazione articolata e generata da piccoli ma importanti dettagli che registriamo in maniera più o meno conscia. Bastano una parete asimmetrica, un mobile troppo grosso, un tavolo al centro della stanza, l'orientamento o l'esposizione al sole di una parete, il fatto di avere un panorama o no davanti alle vetrate, di essere al piano terra, in una mansardina da cui si vede solo il cielo o in uno scantinato scarsamente illuminato piuttosto che in uno spazio ordinato, pulito e curato a plasmare il ricordo del nostro incontro col cibo.

Questo non significa certo ambire al “luogo ideale” - che non c’è - ma vuole essere stimolo per trattare e preparare gli ambienti del locale a seconda delle caratteristiche intrinseche dello spazio, a seconda dell’offerta eno-gastronomica ed assecondando la tipologia dei clienti.

Questo significa trasformare un buon servizio di ristorazione in un’esperienza memorabile, che coinvolga tutti i cinque sensi del commensale.

Perchè il ricordo di un piatto è anche il ricordo di un luogo.

E’ il racconto di una passione che parte dal piatto ma arriva al contesto : agli arredi, alle luci, ai profumi, ai suoni, ai materiali, ai colori, alle forme. Il progetto degli interni e l’ambientazione stessa fanno da cornice a cibo e cocktail, in un equilibrio di creatività differenti.

Pubblicato su QB_Quantobasta FVG_gusto e buongusto nell'euroregione_ottobre 2012

Copyright: Abitare e dintorni


Stiamo lavorando... per voi !

Abitare e dintorni rivoluziona il design dei luoghi di lavoro.

Perchè i dipendenti felici rendono di più !

Creiamo luoghi basati sull'innovazione, la creatività e l'impatto visivo. Le nostre idee nascono da riflessioni intorno alla cultura aziendale e del marchio, da interviste ai committenti e agli impiegati perchè vogliamo coinvolgere il cliente nella ricerca delle soluzioni tecniche e creative. L'ambientazione basata sui valori della comunità aiuta a creare una personalità unica per ogni società, la 'sensazione del brand'.

Disegniamo spazi per le persone, con le persone.

P.Iva: 02631420300 | via Marco Volpe, 12 - 33100 Udine | Tel: +39 0432 1744144 | info@abitareedintorni.it | Credits